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QUANDO L’ANSIA SI SENTE NELLA PANCIA

  • Immagine del redattore: Giada Valmonte
    Giada Valmonte
  • 12 feb
  • Tempo di lettura: 3 min

Hai un esame tra poche ore e sei stato in bagno già 4 volte (e la quinta sembra dietro l'angolo).

E' la risposta biologica del tuo corpo a una situazione di forte stress.

A prescindere dalla tua preparazione, prima di un esame può scattare un "protocollo di sopravvivenza" nel tuo sistema nervoso.

L'accelerazione intestinale è inclusa in questo kit di sopravvivenza un po' datato.

‼️AGGIORNAMENTO NON INSTALLATO‼️

Quando amigdala e ippocampo percepiscono un pericolo imminente, un esame, un colloquio di lavoro, un litigio con il partner, una gara, ecc… attivano l'asse dell'ipotalamo che risveglia un tuo vecchio "sistema di allarme".

Questo libera cortisolo nel corpo, ovvero l'ormone dello stress, il quale:

  • accelera metabolismo e aumenta vigilanza
  • reindirizza il sangue ai muscoli
  • ordina al tuo intestino di svuotarsi.

Lo scopo di questo sistema è molto antico:

milioni di anni fa, se vedevi un leone la priorità del tuo corpo era scappare.
Non gestire una sana digestione.





Oggi il leone è un esame universitario.







La fata dei fluidi

Durante lo stress, il tuo cervello rilascia una molecola chiamata CRF: essa attiva una cascata neuro-endocrina che può influenzare anche la motilità intestinale.

Questo può portare il colon a contarsi molto rapidamente e a velocizzare il traffico al suo interno, rendendolo più "scorrevole" (fin troppo).

Il conflitto interiore

Mentre il sistema simpatico ("lotta o fuga") cerca di rallentare la digestione, il parasimpatico (quello della "calma") viene sovrastimolato localmente nel colon: il nervo vago rilascia acetilcolina nell'intestino.
Questo conflitto interno si traduce in spinte peristaltiche involontarie verso l'uscita di emergenza.

Il colpo di grazia

Nel tuo colon ci sono delle cellule speciali chiamate "mast cells": di norma proteggono la barriera intestinale, ma sotto stress diventano fabbriche di molecole che accelerano tutto questo meccanismo.

Queste cellule contribuiscono ad amplificare la risposta intestinale, favorendo anche l'aumento della serotonina (si, il neurotrasmettitore della "felicità, ma nel colon fa tutt'altro...).
Nel tuo intestino, la serotonina aumenta la motilità intestinale e stimola la secrezione del liquidi.

Concludendo...l'intestino è il tuo secondo cervello. Infatti, l'intestino contiene oltre 500 milioni di neuroni, organizzati in quello che si chiama "sistema nervoso enterico": è come avere un mini-cervello nella pancia che comunica costantemente con quello nella testa.
Pancia e cervello parlano tra loro in 3 modi: nervo vago, microbiota e produzione di ormoni e neurotrasmettitori.

QUINDI

Quando il tuo cervello percepisce stress (l'esame o altro), manda un segnale all'intestino e succede tutto quello che abbiamo visto.

🚨WARNING🚨

  • se un esame è andato male in passato, il tuo cervello lo ricorda e attiva l'allarme;
  • pensieri ripetuti come "Non ce la farò" mantengono alto il cortisolo

L'ansia aumenta l'attenzione che dai alle tue sensazioni intestinali: così, una normale contrazione diventa "urgenza" e l'aspettativa di poter avere problemi intestinali può rendere reali sintomi.

Infine, alcuni consigli pratici per quando la minaccia è un esame (ma possono essere utili anche in molte altre situazioni di ansia).



  • Fai attività fisica nei giorni precedenti--> riduce il tuo cortisolo basale
  • No caffeina -> mantieni l'idratazione con acqua, non con caffè o energy drink
  • Cognitive reframing -> ricorda che l'esame non è una minaccia alla tua vita
  • Respirazione consapevole -> se hai confidenza con la Mindfulness, fanne almeno 10-15 min nei giorni precedenti
  • Familiarizza col "nemico" -> fai simulazioni d'esame e/o studia nell'aula in cui si terrà
  • Parla con il tuo medico di base -> puoi farti consigliare un integratore o un farmaco in caso di emergenza

💡REMINDER💡

  • essere nervosi per un esame non vuol dire essere impreparati.
  • significa che il tuo sistema nervoso sta facendo il suo lavoro (anche se in modo piuttosto fastidioso).
  • significa che sei un essere umano.
  • significa che ci tieni.
 
 
 

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