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NON CHIEDERE MAI NIENTE

Immagine del redattore: Giada Valmonte
Giada Valmonte
3 giorni fa
Tempo di lettura: 3 min

Ci sono bambini che imparano molto presto a non chiedere aiuto, a trattenere le lacrime e a non mostrare ciò che provano.

Non perché non abbiano bisogno degli altri, ma perché, attraverso le loro esperienze, hanno imparato che esprimere un bisogno non significa necessariamente trovare qualcuno disposto ad accoglierlo.

Nel film Coraline, la protagonista desidera essere vista e ascoltata da due genitori spesso assorbiti dai propri impegni. Quando scopre un mondo alternativo, in cui sembra finalmente ricevere tutte le attenzioni che desidera, ne rimane affascinata.

Al di là degli elementi fantastici della storia, emerge un bisogno profondamente umano: sentire che la propria presenza, le proprie emozioni e i propri bisogni hanno valore per qualcuno.

Ma cosa succede quando un bambino cresce senza sentirsi sufficientemente riconosciuto sul piano emotivo?

Non è necessario che un genitore dica esplicitamente «quello che provi non mi interessa».

A volte il messaggio viene trasmesso attraverso piccoli episodi che si ripetono nel tempo.

Una paura minimizzata, una tristezza accolta con insofferenza, una richiesta di attenzione ignorata o un'emozione considerata esagerata.

In psicologia si parla di invalidazione emotiva quando le esperienze emotive di una persona vengono sistematicamente svalutate, negate o non riconosciute.

Naturalmente, nessun genitore può essere sempre disponibile o rispondere perfettamente a ogni bisogno. A fare la differenza non è il singolo episodio, ma la qualità complessiva della relazione e la possibilità di ritrovare ascolto, comprensione e vicinanza.

Un bambino, però, non ha ancora gli strumenti per comprendere che la difficoltà di un adulto ad accogliere le sue emozioni non dipende necessariamente da lui.

Così può iniziare a costruire convinzioni su se stesso e sulle relazioni:

«Quello che provo non è importante.»
«Se chiedo aiuto, disturbo.»
«Devo imparare a cavarmela da solo.»
«Per essere amato, non devo essere un peso.»

Queste convinzioni possono diventare così familiari da non essere più riconosciute come qualcosa di appreso, ma come caratteristiche della propria personalità.

Ed è qui che ciò che abbiamo imparato nell'infanzia può continuare a influenzarci anche da adulti.

Possiamo diventare persone estremamente autonome, capaci di occuparsi di tutto e di tutti, ma profondamente a disagio quando si tratta di chiedere qualcosa per noi stessi.

Possiamo minimizzare la nostra sofferenza, sentirci in colpa quando abbiamo bisogno di sostegno o faticare a riconoscere ciò che desideriamo.

A volte possiamo perfino desiderare intensamente la vicinanza degli altri e, contemporaneamente, trovare difficile permettere a qualcuno di avvicinarsi davvero.

Perché se hai imparato che mostrare la tua vulnerabilità comporta il rischio di essere ignorato o rifiutato, nascondere ciò che provi può diventare una forma di protezione.

Nella Schema Therapy, alcune di queste esperienze possono contribuire allo sviluppo di schemi maladattivi precoci, come quello di deprivazione emotiva, caratterizzato dall'aspettativa che i propri bisogni di comprensione, protezione e vicinanza non verranno adeguatamente soddisfatti.

Per affrontare questa aspettativa, alcune persone imparano a non chiedere più nulla, a mostrarsi autosufficienti o a prendersi cura degli altri trascurando se stesse.

Sono modalità che possono aver avuto una funzione adattiva in passato, ma che nell'età adulta rischiano di ostacolare la costruzione di relazioni autentiche e soddisfacenti.

Il percorso psicoterapeutico può aiutare a riconoscere queste modalità, comprenderne le origini e sviluppare un rapporto diverso con i propri bisogni emotivi.

Non si tratta di attribuire colpe ai genitori o di cercare spiegazioni a ogni difficoltà nel passato, ma di comprendere come alcune esperienze abbiano contribuito a costruire il modo in cui oggi percepiamo noi stessi e gli altri.

E, soprattutto, di scoprire che possiamo imparare qualcosa di diverso.

Che chiedere aiuto non significa essere deboli.

Che provare emozioni non significa essere eccessivi.

Che avere bisogno degli altri non significa essere un peso.

Perché forse hai imparato molto presto a non chiedere niente. Ma questo non significa che tu debba continuare a fare tutto da solo.
 
 
 

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