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COSA ACCADE NEL NOSTRO CERVELLO QUANDO SOGNIAMO?

  • Immagine del redattore: Giada Valmonte
    Giada Valmonte
  • 8 minuti fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Un attimo prima stai volando sopra una città quello dopo sei inseguito da un dinosauro eppure in quel momento tutto sembra perfettamente normale!

Ma come fa il nostro cervello a creare questi mondi assurdi?

Quando sogniamo ci sembra di essere catapultati in un altro mondo a volte realistico altre volte un po' più bizzarro.

Trascorriamo in media 5 anni della nostra vita sognando!

Ma perché i sogni a volte ci sembrano così reali? Come fa il nostro cervello a costruire degli scenari così assurdi? E soprattutto perché spesso non riusciamo a ricordarli?

Allora cominciamo col dire che, anche se al mattino spesso non li ricordiamo, in realtà spendiamo circa 2 ore ogni notte immersi nei sogni.
Non tutti i sogni sono uguali, alcuni sono come dei flash un po' confusi, un mix di immagini, pensieri, suoni con cose strane, altri invece sono dei veri e propri film mentali a volte con una storia proprio realistica. Quest'ultima tipologia di sogni è più ricca di dettagli ed è quella che tendiamo a ricordare meglio; quando li viviamo ci sembra davvero di essere catapultati in un mondo parallelo, in un mondo in cui possiamo provare delle emozioni così forti da lasciarci scossi anche dopo il risveglio.

Per creare scenari onirici il cervello attiva le stesse aree che utilizza quando siamo svegli per elaborare le

informazioni sensoriali; facciamo un esempio, se in un sogno incontriamo qualcuno si attiva la corteccia fusiforme cioè l'area che da svegli si occupa del riconoscimento dei volti, allo stesso modo se nel sogno ascoltiamo qualcuno parlare si attiva l'area di Wernicke, cioè la regione specializzata nella comprensione del linguaggio. Quindi, durante un sogno, il nostro cervello lavora in modo molto simile a quando siamo svegli attivando le stesse aree che utilizza per percepire il mondo reale. Ma non si attivano solamente le aree sensoriali, entra in gioco anche il sistema limbico che in un certo senso rappresenta la centralina delle emozioni del nostro cervello, ed ecco perché nei sogni possiamo effettivamente provare gioia, ansia, paura in modo così intenso da magari sentirne gli effetti anche al risveglio.

Poi c'è un altro aspetto: nei sogni tutto ci sembra normale.

Nel senso che quando succedono cose assurde non ci chiediamo mai cosa sta succedendo, questo accade perché la corteccia prefrontale che regola il senso critico, ovvero il pensiero logico, la pianificazione e la percezione del tempo è meno attiva durante il sonno, è come se non ci fosse il filtro della razionalità o come se fosse più ridotto. Senza questo filtro razionale il cervello si lascia andare alla creatività costruendo quindi delle storie anche strane che accettiamo senza troppe domande.

Esiste un momento preciso in cui sogniamo?

I sogni di cui abbiamo parlato fino ad ora, quelli con una storia, si verificano durante la fase REM del sonno, caratterizzata da rapidi movimenti degli occhi (infatti REM sta proprio per Rapid Eye movement) e da un'attività cerebrale che somiglia molto a quella da svegli. Tuttavia, contrariamente a quanto si credeva fino a qualche anno fa, non sogniamo solo nella fase REM; i sogni in realtà possono avvenire durante tutte le fasi del ciclo del sonno, ma durante il sonno non REM i sogni tendono a essere più semplici e più frammentati quasi come una serie di pensieri o di immagini confuse.

Ci sono tantissimi studi e analisi sui sogni in tutto il mondo.

Ma come si studiano i sogni?

Si invitano dei volontari in laboratorio, si collegano al loro scalpo una rete di elettrodi dell'elettroencefalogramma che permette di registrare l'attività elettrica del cervello mentre si dorme, ad un certo punto vengono svegliati e gli viene domandato cosa stavano sognando in modo da correlare l'attività cerebrale a un sogno e al suo contenuto.
Questa è una delle metodologie dal punto di vista concettuale poi, ovviamente, è molto più complesso! Questo metodo comunque ha permesso agli scienziati di scoprire moltissimo sul funzionamento del cervello durante il sonno e di svelare alcuni degli enigmi più affascinanti legati ai sogni.

Perché a volte non li ricordiamo?

La risposta potrebbe essere correlata ai livelli di noradrenalina, un neurotrasmettitore fondamentale per il consolidamento della memoria. Durante il giorno la noradrenalina ci aiuta a fissare proprio i ricordi a lungo termine ma quando dormiamo i suoi livelli crollano e sono molto più bassi, questo rende quindi difficile per il nostro cervello “salvare” i sogni. Infatti, tendenzialmente li ricordiamo se ci svegliamo durante il sogno o subito dopo aver sognato, in caso contrario il cervello tende ad eliminarli come se non fossero mai esistiti.

Anche se può sembrare un peccato, in realtà dimenticare i sogni è una sorta di meccanismo protettivo, se noi li ricordassimo a lungo rischieremmo di confonderli con la realtà! Quindi il cervello, in un certo senso, ci aiuta a mantenere separato il mondo onirico dalla vita quotidiana.

 

 
 
 

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