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IL CONTROLLO COME FORMA DI PAURA

  • Immagine del redattore: Giada Valmonte
    Giada Valmonte
  • 4 dic 2025
  • Tempo di lettura: 1 min

A volte il cervello non ci lascia in pace nemmeno quando va tutto bene.
Ti è mai capitato di vivere un bel momento e, invece di godertelo, iniziare a pensare "e se finisse?", "e se succedesse qualcosa?".

Non è colpa tua: è il cervello che, per paura e bisogno di controllo, cerca di proteggerti.
Il suo compito è garantirti la sopravvivenza, non la felicità.
Così, anche davanti alla serenità, resta in "modalità allerta", analizzando rischi e scenari, impedendoti di sentirti davvero leggero.

🧠A livello neurobiologico, quando percepiamo anche solo una possibile minaccia, entra in gioco l'amigdala, che attiva il sistema dello stress (asse ipotalamo-ipofisi-surrene). Questo rilascia cortisolo e adrenalina, preparando il corpo a reagire.

Nel frattempo, la corteccia prefrontale, sede del controllo e della pianificazione, cerca di "prevedere" e "gestire" tutto - ma così facendo, ci tiene ancorati al pensiero e ci allontana dal sentire.

Solo quando queste aree si "calmano", il sistema dopaminergico e quello della serotonina possono riattivarsi, permettendoci di provare piacere, presenza e gratitudine.

Il paradosso è che per vivere davvero il momento, dobbiamo lasciare andare il controllo: dire al cervello che "va tutto bene", anche solo per un attimo.

 
 
 

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