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LE 5 FASI DEL LUTTO

  • Immagine del redattore: Giada Valmonte
    Giada Valmonte
  • 16 gen
  • Tempo di lettura: 3 min

Quando si parla di lutto è utile chiarire che non ci si riferisce solo a quando muore qualcuno, ma si intende ogni volta che perdiamo qualcosa o qualcuno.

In ogni lutto perdiamo qualcosa di noi o qualcun altro; può essere un lutto introiettato in cui sacrifico una parte di me per continuare a vivere (ad esempio smetto di fare un lavoro per continuare a vivere o smetto di fare qualcosa che mi piace perché è giunto il momento di attaccare le scarpette al chiodo) oppure un lutto totalmente estrovertito, in cui perdo fisicamente qualcuno che sia una relazione d'amore finita oppure una persona cara che muore.

Ogni lutto è una perdita che oscilla tra perdita interiore e perdita esteriore e ogni volta che ne affrontiamo uno siamo costretti a riformattare totalmente la nostra vita.
Siamo di fronte a un reset totale dei nostri modi di vivere; si crea un grandissimo spazio all'interno della nostra psiche che viene riempito immediatamente dal dolore e man mano, nel corso del tempo, questo dolore deve far posto a qualcosa di nuovo.

Infatti proprio James Hillman ne Il suicidio e l’anima (Suicide and the Soul, 1964) diceva che ogni lutto è perdita e liberazione, proprio perché da una parte ci confrontiamo con un vuoto, un'assenza che spesso porta con sé tristezza, senso di abbandono, e a volte disperazione, ma dall’altra ci costringe a lasciar andare ciò che abbiamo perso, aprendo uno spazio per una nuova consapevolezza.

Scopriamo ora le 5 fasi del lutto. Nel 1969 Elisabeth Kübler-Ross elabora queste cinque fasi:

1.       Negazione: è una forma di difesa psicologica che può durare 5 secondi, 5 minuti, un anno, due anni, dieci anni, … dipende da alcuni fattori. In particolare la negazione è quella difesa che ci dà l'opportunità di avere il tempo di prendere tempo, di prenderci del tempo per noi per capire quando siamo pronti effettivamente ad affrontare il lutto. Perciò fino a che non sono pronto ad affrontare qualcosa la nego; l'importante è che non diventi una negazione pur di evitare l'elaborazione del lutto perché magari non ci si sente pronti o non sia sicurezza in sé o autostima o comunque delle ancore che ci permettono di affrontare il lutto in sé per sé.
 
2.       Rabbia: è un'emozione preziosissima; nei frangenti del lutto è indispensabile perché è quell’emozione che ci permette di iniziare a fare qualcosa. È un motore che ci spinge a fare e ad agire e soprattutto ci permette di andare oltre e di scavalcare il qui ed ora del dolore.
Quindi non cerchiamo di silenziarla;
 
3.       Patteggiamento: riguarda il cominciare a pensare a ciò che è stato, a ciò che poteva essere e a ciò che non è stato.
 
“e se mi fossi comportato in quel modo?”
“e se non mi fossi comportati in quel modo?”
“e se avessi sbagliato?”
“e se non avessi sbagliato?”
“Ho fatto tutto ciò che potevo fare?”
 
 Questo tipo di ragionamento ci serve per ri-raccontare la nostra storia perché ogni elaborazione è una ri-narrazione della storia.
 
Dalla conclusione stessa a queste domande, ovvero “non potevo fare nulla” “nessuno mi darà indietro ciò che è stato” subentra la quarta fase.




4.       Depressione: avviene quando sentiamo quel profondo senso di impotenza, di perdita e di distacco reale dall'altra persona o da una parte di noi. È fondamentale per deporre le armi, per accettare e capire che non posso più combattere per modificare il passato ma che posso concentrarmi soltanto su di me, sul presente e sul mio futuro.
Questa fase è preziosa per scoprire o riscoprire alcune risorse che ci permetteranno di andare oltre.
 
5.       Accettazione: si manifesta quando comincio a raccontare una nuova storia, quando ho dato un senso alla storia precedente.
Ma attenzione, non significa che non proveremo più dolore, anzi il dolore ci sarà sempre, semplicemente succede che quel dolore comincerà a far posto a qualcosa di nuovo.
Accettazione significa aprirsi nuovamente alla vita nonostante ci sia una cicatrice ben visibile.

Queste sono le cinque fasi del lutto.

Non esiste una consecutio così precisa delle fasi; spesso sono disordinate e si alternano. L'importante è viverle tutte che sia nel breve termine o nel lungo termine e non mettere in un cassetto l'esperienza, non seppellirla e non rimandarla perché prima o poi tornerà a farci visita e saremo costretti a tornare e a farci i conti.

🚨 RICORDA: è nell’esperienza del lutto e della perdita che troviamo il senso della nostra vita.

 

 
 
 

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