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Quello che non sai sulle emozioni negative

Immagine del redattore: Giada ValmonteGiada Valmonte

Paura, rabbia, tristezza, frustrazione, senso di colpa, vergogna…
Quanti sono i problemi che ci creano queste emozioni negative e quante volte hai desiderato di eliminarle dalla tua vita e di farle sparire così all'istante?



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Notizia bomba: le emozioni negative non esistono!






Se coltivi l'idea che ci sono delle emozioni negative inizierai a fare delle cose che vanno ad abbassare il tuo QE (Intelligenza emotiva, ovvero l’abilità di riconoscere le proprie emozioni e quelle degli altri). Le emozioni sono sempre giuste e sempre giustificate, se le provi vuol dire che va bene così!
Possiamo invece discutere su come esprimi le emozioni.
 
Il problema non è la paura, ma è quello che tu te ne fai, è il tuo comportamento; se eviti la paura allora rischia di trasformarsi in terrore, mentre se la affronti scopri il coraggio.
 
Il problema non è la rabbia ma è quello che tu te ne fai di questa emozione, perché se la soffochi allora rischia di diventare ira, mentre, se ti connetti alla rabbia e la ascolti impari la grinta.
 
Allora il problema non è la tristezza, perché se ti anestetizzi alla tristezza bevendoci sopra, drogandoti, mangiando per non sentire, allora vai incontro a una possibile deriva depressiva, mentre se ti connetti alla tristezza e la ascolti allora potresti capire che devi cambiare delle cose nella tua vita.
Grazie alla tristezza capisci che devi fare delle cose diverse, un po' come la pianta le cui radici, ad un certo punto, sbattono contro il vaso e per continuare a crescere devi spostarla e travasarla; ma questo lo fai grazie all'ascolto delle emozioni.
 
Perciò le emozioni non sono negative, ma possono esserlo le risposte e quindi un primo cambiamento che dobbiamo fare per migliorare il nostro rapporto con loro è quello di cambiare le parole poiché le parole predispongono la nostra mente ad andare in una determinata direzione.
Se penso che una cosa è negativa cercherò di evitarla, o cercherò di anestetizzarmi oppure di combattere però attenzione!
Stai combattendo una parte di te!
Le emozioni contengono dei dati, non devi combatterle, devi conoscerle, non devi tenerle lontane devi entrarci dentro.
 
Tutto ciò lo puoi vedere bene con i bambini. Immagina se insegnassi a tuo figlio che non deve aver paura perché la paura è negativa, immagina che abbia paura dell'uomo nero, perché devi dirgli che non deve

aver paura di lui? Se prova questa emozione un motivo c’è; inoltre gli uomini neri in realtà esistono, magari non proprio come loro se li immaginano ma ci sono dei pericoli nel mondo e tu non puoi insegnargli a non fidarsi di sé stesso. Con questo intendo dire che se gli dici che quell’emozione lì è negativa, che lui non deve arrabbiarsi, che lui non deve aver paura, gli stai dicendo a un qualche livello “se tu provi questa cosa sei sbagliato, non devi provarla”. Un bambino che cresce con l'idea che la paura è sbagliata diventerà un adolescente che quando proverà per la prima volta la paura penserà che se è sbagliata non deve provarla, perciò inizierà ad anestetizzare le emozioni.
Quando dico che le emozioni negative non esistono intendo dire che le nostre emozioni non sono mai negative, quello che può essere negativo è il modo in cui decidiamo di reagire. Ognuna di loro ha sempre qualche cosa di importante da dirti ma se tu continuerai a chiamarle negative, non le ascolterai, in quanto etichettare qualche cosa come negativo ti predispone a combatterlo e quindi ad allontanarti.

🚨Riconoscere, accettare come valide e connetterci con tutte le nostre emozioni anche con quelle più impegnative è uno dei passi essenziali per sviluppare la nostra intelligenza.

 

 
 
 

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